10 ottimi motivi per visitare la Moldavia
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10 ottimi motivi per visitare la Moldavia

Moldavia o Moldova?

Di sicuro una nuova destinazione per le vacanze. Visitare questo Paese è stata una piacevole scoperta.

La Moldavia non vuole essere più considerata la Cenerentola del turismo, nel 2017 Moldova Travel ha lanciato la nuova campagna di comunicazione #BeOurGuest, per conquistare i viaggiatori italiani, e ha iniziato a farsi conoscere nel nostro mercato con la partecipazione a fiere di settore, materiali promozionali in italiano e l’organizzazione di viaggi stampa per giornalisti e blogger. Come quello a cui ho partecipato io. Il nome ufficiale è Repubblica di Moldova, è grande quanto il Belgio ed è situata nel cuore dell’Europa orientale, tra Ucraina e Romania. La forma del Paese ricorda quello di un cuore allungato, particolare di cui gli abitanti vanno fieri.

Voglio condividere con voi tutto quello che mi è piaciuto della Moldavia, sottolineando soprattutto la grande ospitalità e cordialità degli abitanti. Quindi ho stilato i 10 motivi, secondo me, per i quali merita di essere visitata.

1) Chisinau

Arrivando dall’aeroporto internazionale la prima cosa che si incontra sono le Porte della città di Chisinau, considerate il simbolo della capitale, un agglomerato di edifici di cemento armato multi-piano situati lungo il Bulevard Dacia, costruiti tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, progettati da architetti sovietici. La via principale è Boulevard Stefan cel Mare, lungo la quale si trovano la maggior parte degli edifici amministrativi della Moldavia, il Teatro Nazionale M. Eminescu e quello dell’Opera e del Balletto. Suggestiva la cattedrale della Natività del Signore di culto ortodosso, di fronte alla quale c’è un campanile costruito nel 1998, replica di quello costruito nel 1830 e poi distrutto nel 1960. Il campanile è composto da quattro livelli, con una piccola cappella al piano terra e diverse campane in cima. Da visitare il grande Mercato Centrale, al posto dell’ex-mercato kolchosiano d’epoca russa, ricco di ortaggi, frutta e prodotti di ogni tipo che arrivano quotidianamente freschi dalla campagna; e il mercatino Vernisaj per gli oggetti d’artigianato come le bluse folk ricamate a punto croce, gli scialli a fiori e le memorabilia del periodo sovietico tra cui colbacchi e cappelli vari dell’Armata Rossa e spilline militari. Chisinau è una città piena di verde con parchi e giardini che dalla primavera di riempiono di fiori.

2) Il villaggio di Butuceni

Butuceni è un pittoresco villaggio contadino distribuito lungo un’unica strada sterrata. Tutte le case sono dipinte di varie tonalità di azzurro, con qualche variante di verde e decorate secondo i criteri architettonici dello stile bessarabo (da Bessarabia, lo storico nome geografico della Moldova). Il paesino sembra uscito da un libro delle fiabe. Ci sono ancora gli antichi pozzi dove prendere l’acqua, la vecchia scuola e il museo contadino dove sono esposti gli oggetti che venivano usati nella vita rurale di tutti i giorni. Una delle casette di legno più pittoresche di Butuceni, con gerani rosa alle finestre, ospita il museo contadino: due minuscole stanze dal soffitto basso dove sono esposti gli oggetti che venivano usati un tempo nella vita di tutti i giorni. Si può soggiornare nell’Eco-resort Butuceni, un borgo diffuso con le camere distribuite nelle case del paese e dotato di un ristorante dove gustare i piatti della tradizione contadina, preparati con materie prime prodotte direttamente nel oro orto. Volendo si può anche imparare a cucinare alcune ricette tipiche, tra cui le famose placinte.

3) Un tuffo nella storia

Orhei Vechi è un complesso archeologico, storico e naturalistico, un museo a cielo aperto situato tra i villaggi di Trebujeni e Butuceni, a 60 km a nordest di Chisinau. Il monastero è scavato nella roccia dove vive un monaco eremita. La leggenda dice che la magia del luogo sia così potente che se si lascia una moneta in una fessura della della roccia, e si esprime un desiderio, questo si avvererà in 3 ore, 3 giorni o 3 mesi. Da visitare anche la Biserica veche De Lemn adormirea Maicii Domnului, l’antica chiesa rurale di Chisinau dedicata all’Assunzione di Maria Vergine, risalente al 17° secolo e costruita interamente in legno di rovere. All’interno la chiesa è una vera sorpresa e se siete fortunati potete assistere al tradizionale battesimo ortodosso. La fortezza di Tighina, nata a protezione dell’omonimo borgo commerciale, fu inizialmente costruita in legno e quindi ampliata e ammodernata prima dagli ottomani, che conquistarono la città nel 1538, e poi, nel Settecento, dal principe di Moldavia di pianta quadrilaterale irregolare circondato da un fossato di pietra, con 10 bastioni d’artiglieria agli angoli, 11 torri e 6 porte d’ingresso.

 

4) Natura incontaminata, ospitalità e cicogne

In Moldavia, non avendo subito industrializzazione, l’aria è incontaminata e il paesaggio è un susseguirsi di foreste di alberi secolari, boschi di faggio, rovere, ciliegi, noci e acacie, di colline e pianure, con poggi e valli, campi coltivati e vigneti. Un habitat ecologico perfetto per il soggiorno. La mancanza del turismo di massa ha fatto sì che il Paese mantenesse un’ospitalità autentica, che si riscontra nella cordialità ed ospitalità dei suoi abitanti che in ogni dimora hanno la Casa Mare, la stanza migliore della casa dove ricevono gli ospiti. La cicogna che offre un grappolo d’uva dal suo becco è il simbolo del vino moldavo e anche di fortuna ed abbondanti raccolti. La gratitudine verso le cicogne deriva da un leggenda secondo la quale durante l’assedio alla fortezza di Soroca, alcune cicogne portando ai propri pulcini le uve dei vigneti vicini, rifornirono anche i soldati che combattevano nella roccaforte. Queste uve rimisero in forza i soldati e permisero loro di difendersi fino all’arrivo dei rinforzi e alla vittoria finale.

5) Wine – tour

Un wine tour può essere un ottimo motivo per un viaggio in Moldavia. Magari in ottobre per la Festa nazionale del Vino che si celebre nella piazza principale della capitale Chisinau. Qui la coltivazione della vite e la vinificazione risalgono a quasi 5000 anni fa, quando il popolo dei Dacian scoprì come ottenere vino dall’uva. Pochi sanno che il Paese si trova alla stessa latitudine di Bordeaux e che il clima ha molte similitudini con quello della Borgogna. Il momento clou per il vino è stato al tempo degli zar, quando il Paese divenne il maggior produttore di vino della Russia. La nobiltà russa acquisì diverse aziende agricole, cominciando a coltivare le varietà di uve autoctone, oltre ad importare vitigni dalla Francia. Il wine – tour inizia da Cricova, la seconda cantina più grande del mondo, la maggior produttrice di spumante con metodo Champenoise della Moldavia. Una città sotterranea del vino con 120 km di gallerie che si percorrono con delle macchinine elettriche. Il calcare naturale aiuta a mantenere una temperatura costante di 12°-14° che unita ad una giusta umidità, crea le condizioni ottimali per la conservazione del vino. Metà dei tunnel della cantina vengono utilizzati per questo scopo, è presente anche un museo ed alcuni capi di Stato hanno depositato qui la loro collezione privata di vini. All’interno vengono organizzate speciali degustazioni in apposite salette. Chateau Purcari invece è la più antica cantina del Paese, è stata infatti fondata nel 1827. E’ situata in una microzona nota per i suoi terreni ben drenati, ricchi di calcio e con clima mite, grazie alla vicinanza al mar Nero, che crea un ambiente ideale per la produzione di eccellenti vini, soprattutto i rossi. La Maison dispone di una decina di camere e di un ristorante di cucina nazionale e francese con vista sui vigneti. Particolari sono i percorsi organizzati per i turisti che vengono portati con un camion apposito a vendemmiare nelle vigne a suon di musica, poi a pigiare l’uva e infine a etichettare, incartare e incartonare. Un’esperienza che ho provato per personalmente e che vi assicuro è molto divertente. E’ a conduzione familiare l’azienda vinicola Et Cetera, di proprietà della famiglia Luchianov, dove si può partecipare alla vendemmia o fare delle passeggiate in bicicletta attraverso le vigne. E gustare lo Spumante extra brut metodo Charmat prodotto con uva Glera, una sorta di Prosecco moldavo, dopo aver partecipato ad un cooking class per imparare a cucinare le Placinte, a base di pasta sfoglia e ripiene di patate, formaggio, cipolla ed erbe varie. Un’altra cantina con una lunga storia, che risale al 1893, è Castel Mimi, che prende il nome da Constantin Mimi, l’ultimo governatore della Bessarabia nel periodo del governo zarista e grande enologo. Il castello è stato sapientemente ristrutturato e si fonde alla perfezione con nuove strutture moderne realizzate da un architetto italiano, tra cui scenografiche scalinate, giardini e fontane musicali e luminose. Nel raffinato ristorante Gufo Bianco si gustano deliziosi piatti ispirati a ricette tradizionali e con influenza francese accompagnati dai vini dell’azienda. Presto apriranno una Spa con trattamenti a base di vinoterapia.

6) Back in the URSS (Transnistria il Paese che non c’è)

La Transnistria, regione indipendentista, è un fazzoletto di terra tra la Moldavia e l’Ucraina, a est del fiume Nistro, dove il tempo si è fermato all’epoca dell’Unione Sovietica.Il “Paese che ufficialmente non c’è”, non è riconosciuto dall’ONU, fa infatti parte della Repubblica di Moldova, ma in realtà ha un suo governo, un suo esercito, con la sua polizia, il russo come lingua ufficiale ed anche una propria moneta, il rublo della Transnistria, con curiose monetine di plastica da 1, 3, 5 e 10 rubli che ricordano le fiches del casino. Per entrare in Transnistria si passa la frontiera, è necessario il passaporto e viene rilasciato un visto provvisorio che dura 10 ore. Nel caso in cui si intenda restare più tempo, ci si può recare in un apposito ufficio in giornata e chiedere l’estensione del visto stesso. A Tiraspol, la capitale, tutto è rimasto come ai tempi dell’epoca sovietica, con tante statue di Lenin e Gagarin e perfino carri armati. L’architettura si alterna tra quella dei grandi edifici sovietici a case di legno decorate nello stile dell’Europa dell’est. Tutte le scritte ed anche le insegne sono in cirillico. Insomma un vero tuffo nell’atmosfera sovietica.

7) Degustare caviale in Transnistria

Durante l’escursione in Transnistria non può mancare una visita ad Aquatir, il più grande stabilimento di produzione del caviale di storione. Qui gli storioni vengono allevati in grandi vasche, attraverso un sistema di ricircolo, in modo da escludere influenze da fattori esterni. L’area dell’azienda è enorme, ben 7,7 ettari, e le tipologie di pesci allevati sono: bester, beluga, sterlet, storione russo. All’interno c’è una zona allestita per le degustazioni, dopo mi hanno insegnato come degustarlo. Sapevo già che il caviale non va toccato con posate in metallo perché si rischia di alterarne il sapore. Meglio utilizzare un cucchiaino di legno, ceramica o madreperla. Si pone una piccola dose direttamente sulla pelle della mano tra il pollice e l’indice. Quando non si sentirà più il freddo, significa che il caviale ha raggiunto la temperatura giusta e quindi si può mangiare. Il prezioso “oro nero” si può anche portare a casa a prezzi veramente competitivi rispetto a quelli italiani.

8) Il brandy di Tiraspol

In Transnistria oltre al caviale c’è anche un ottimo brandy prodotto da Kvint, acronimo della parola KVINT, composto dalle prime lettere della frase russa “Kon’iaki, vina i napitki Tiraspol’ia” cioe’ “grappe, vini e bevande di Tiraspol”. La storia dell’azienda risale al 1897, quando fu costruita la prima distilleria sulla Vokzalnaya Street a Tiraspol. A quel tempo si specializza nella produzione delle vodke di 40% alc. e dei vini fatti in casa con uve acquistate dai contadini dei villaggi vicini. Sebbene la produzione di distillati è stata avviata 4 decenni più tardi, oggi Kvint produce circa 20 milioni di bottiglie di superalcolici l’anno, tra cui il Divin, brandy moldavo invecchiato dai 3 ai 50 anni, più una selezione di liquori tra gin, vodka ed anche vini da meditazione, che sono tra i più popolari della CIS (Confederazione Stati Indipendenti – Ex URSS) e in molte altre parti del mondo. L’impresa è molto moderna ed attrezzata con macchinari all’avanguardia, ma conserva ancor un’antica tradizione e segreti commerciali per produrre le migliori bevande, di cui vengono gelosamente custodite le ricette che sono tramandate di generazione in generazione.

9) Cucina gustosa

La cucina moldava è di tradizione prevalentemente contadina, ed è conosciuta per la grande varietà di piatti, che hanno subito influenze ottomane, russe, ucraine, greche ed anche ebree. La placinta si può considerare il piatto più diffuso della Moldavia, è un fagottino di pasta sfoglia farcito con uova, formaggio di pecora, cipolla, patate ed erbe varie. C’è anche una versione dolce con ricotta dolce, mele, ciliegie e zucca. Anche le zuppe sono molto popolari. In Moldavia si dice che un pasto non sia completo senza zuppa. La più comune è la zama, una minestra di brodo di pollo con tagliatelle ed erbe fini. La mamaliga invece è una polenta di farina di mais che viene tagliata con il filo e che si mangia accompagnata a piatti di carne come mancarica (stufato), tocana (maiale in umido), costita (braciola di maiale) e carnatei (salsicce). In genere un pasto moldavo inizia con tanti antipasti tra cui fasole facaluite, puré di fave con aglio; gogoghary peperoni e melanzane ripiene; sarmale, foglie di vite e di verza ripiene di riso, carni varie e cipolla; brinz, formaggio di pecora in salamoia e verdura e frutta marinata. In genere la carne e anche il pesce, carpa, trota e luccio, vengono prima marinati e poi cotti alla griglia. Da provare anche la rac, piccola aragosta di lago che si cucina bollita con sale, pompelmo e aromi naturali. Tra i dessert, oltre alle già citate placinte, troviamo prugne secche ripiene di noci, servite in uno sciroppo di melassa, la peltja, una gelatina a base di succo concentrato di mirtilli o lanponi, e malaj, torta di mais ripiena di zucca.

10) Quando, come e dove

Quando intraprendere un viaggio in Moldavia? E’ da evitare sicuramente l’inverno con le sue temperature rigide che raggiungono anche i 20°-25° sottozero, poi non c’è un periodo migliore per visitare la Moldavia, perché ogni stagione ha le sue peculiarità. Cambiano i colori, il paesaggio ed i profumi. Io ci sono stata in autunno, quando le foglie diventano arancioni ed è tempo di vendemmia, ma penso che la primavera quando le piante sono in fiore o anche d’estate siano periodi adatti. L’Air Moldova, compagnia aerea nazionale, opera voli diretti per Chisinau dalle principali città italiane. L’aeroporto dista 12 km dal centro della città, che si raggiunge con un taxi con prezzi variano dai 70 ai 100 lei (al cambio circa dai €4,50 a €7,00). A Chisinau, base ideale per gli spostamenti, si può soggiornare al Thomas Albert, un hotel aperto nel 2016, moderno e dotato di tutti i comfort tra cui anche una macchina del caffè in ogni stanza. Alcuni indirizzi per mangiare nella capitale: Vatra Neamului, cucina tipica moldava con musica dal vivo; Propaganda, ambiente vintage molto accogliente che ricorda un bistrot francese.

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