Roberto Gardini, Dino Marchi e Roberta Moresco
Vino

Degustazione bollicine a Marostica

Io e Daniele Orlandi, amico e collega, abbiamo ripreso il treno per il nord-est e ci siamo recati a Marostica per una doppia degustazione di bollicine. Il Castello Inferiore è stata la location d’eccezione per questa giornata interamente dedicata alle bollicine nella bellissima città dove ogni due anni si svolge la famosa partita a scacchi con personaggi viventi.

Franciacorta e Champagne, terroir a confronto, il tema della prima degustazione guidata, dove sono stati messi a confronto sei tipi di vini: Franciacorta Prestige rosé brut Ca’ del Bosco, pinot nero 75%, chardonnay 25%, 30 mesi sui lieviti, profumi di rosa, melograno, mandarino e confetto, piacevolezza e cremosità; Champagne Grand Blanc brut Millesimé Philipponat 2004, 100% chardonnay, sentori di vaniglia, agrumi, brioche. Un bouquet completo e armonioso, estrema finezza ed equilibrio con un gusto che rimane al palato; Franciacorta extra brut Emanuela Barbogno 2007 Il Mosnel, chardonnay in purezza, 40 mesi sui lieviti, barricato, un po’ di tostatura, nota erbacea e forte mineralità, un vino grasso e corposo adatto da abbinare a piatti più strutturati; Champagne brut rosé Ruinart, la più antica maison produttrice di champagne fondata nel 1729, 55% pinot nero e 45% chardonnay, color rosa salmone, lucentezza e luminosità, note fruttate e di pasticceria, scorze di arancio candite, grande rotondità, morbidezza, piacevolezza ed equilibrio; Franciacorta nature Bagnadore Barone Pizzini 2005, 60 mesi sui lieviti, una bollicina sottilissima, sentori di frutta agrumata, di spezie e anche panettone, grande complessità e personalità; Champagne Grand Cru brut Tradition Egly-Ouriet, piccola maison, champagne biodinamico, 42 mesi sui lieviti, 4 annate di pinot noir e chardonnay, non filtrato, color giallo paglierino deciso, profumo di nocciola, pinolo tostato, ricchezza ed equilibrio, nel finale un tocco balsamico, un vino adatto a tutto pasto.

Dopo una pausa dove abbiamo avuto modo di assaggiare nei vari stand alcune bontà come bacalà alla vicentina, focaccia con ciliegie di Marostica, formaggio Asiago Dop, sopressa vicentina, miele e caffè, ci siamo recati all’appuntamento con la seconda degustazione: La briosità del Metodo Classico e la vivacità dello Charmat. I vini proposti: Valdobbiadene Docg – Col Vetoraz superiore di Cartizze 2010, color giallo-verdolino, pulito e fruttato con sentori di pera Williams, leggero residuo zuccherino, piacevole ed equilibrato, al palato abboccato; Nino Franco Faive rosé brut, 80% merlot, 20% cabernet franc, colore vivo e accattivante, non si percepisce immediatamente il profumo che sa di ribes e fragolina, di media sapidità, si sente più al palato che all’olfatto; Erbaluce di Caluso doc -Silva millesimato 2008, 24 mesi sui lieviti, giallo deciso, perlage medio, piacevole ricchezza olfattiva, albicocca, mela renetta e limone, piacevolmente equilibrato, profumi di infusi, adatto per pasteggiare; Oltrepò pavese Docg – La Versa Testarossa Talento brut rosé 2005, 95% pinot nero, 5% chardonnay, 48 mesi sui lieviti, lucidità, brillantezza, perlage importante, fragranza, mineralità, sentori di confettura, crema pasticcera, esaltazione massima del pinot noir, pienezza e corposità; Trento Doc – Ferrari Perlé Blanc de Blanc 2006, 100% chardonnay, 60 mesi sui lieviti, perlage persistente, profumo di nocciola, burroso, biscottato, finezza ed equilibrio, gusto cremoso, prodotto di qualità e sostanza, può andare avanti negli anni; Trento Doc – Cavit Altemasu Graal brut 2003, 70& chardonnay, 30% pinot noir, 48 mesi sui lieviti, color oro verde, perlage interminabile, un tocco di tostatura, di spezie, di marzapane, di frutto esotico in evoluzione, vino più complesso, più evoluto, un vino già arrivato.

Entrambe le degustazioni sono state condotte da Roberto Gardini, vulcanico sommelier romagnolo. E’ stata una bellissima esperienza, molto coinvolgente ed anche estremamente istruttiva per capire l’affascinante mondo del vino.Franciacorta e Champagne, terroir a confrontoFranciacorta e Champagne, terroir a confrontoRoberto Gardini mentre conduce la degustazioneun tappo di sughero come sgabellola briosità del metodo classico e la vivacità dello charmatla briosità del metodo classico e la vivacità dello charmat

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