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La magia del Solstizio d’estate

Oggi è il solstizio d’estate o festa del sole. Per coloro che non lo sapessero il solstizio, in astronomia, è definito come il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Nel caso di oggi 21 giugno, il sole a mezzogiorno, nei luoghi compresi tra il tropico del cancro, raggiunge lo zenith, ovvero la massima altezza possibile all’orizzonte, per quella latitudine.

Il solstizio estivo corrisponde all’inizio dell’estate, come il solstizio d’inverno segna l’arrivo dell’inverno.
La festa del solstizio d’estate è antichissima ed è un giorno carico di significati e di magia. veniva considerata con l’inizio di una nuovo periodo di vita. Secondo le feste pagane del passato, fate e dei legati al mondo della natura vagano libere per i campi. Gli agricoltori ringraziavano per l’arrivo dell’estate, il raccolto, la frutta e per avere più ore disponibili per svolgere il loro lavoro e per dedicarsi al divertimento. E’ anche una festa dedicata alla fecondità, tanto della terra quanto degli uomini. Fuochi, vegli e riti iniziatici sono soliti svolgersi in questa giornata che simboleggiano il potere del sole per auspicare un rinnovamento dell’energia.

Ancora oggi infatti moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer”, la Notte di Mezza estate tanto cara a Shakespeare. Uno di questi riti si svolge a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito, ancora carico di misteri, migliaia di persone ogni anno, in nome della teoria “New Age” che sostiene che i monoliti che compongono il sito furono innalzati seguendo l’allineamento dei primi raggi del sole che spunta il giorno del solstizio.

Nel nord Europa la festa si celebra in tutte le campagne con l’attesa del sorgere del sole che è propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti. Poiché da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo. Attorno ai fuochi si danza e si canta, e nella notte magica sembra avvengano prodigi. Se una donna invece desiderava molti figli, ma anche più semplicemente bei capelli e una buona salute, deve stendersi nuda, o rotolarsi, nell’erba bagnata dalla rugiada del mattino del solstizio.

Anche da noi, in Italia, la notte di S.Giovanni, celebrata il 24 giugno, rientra nei festeggiamenti solstiziali. Il nome associato deriva dalla religione Cristiana, in quanto che secondo il calendario liturgico si celebra San Giovanni Battista. Secondo un’antica credenza, durante questa festa, il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua), da qui i riti dei falò e della rugiada. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l’acqua, con cui battezzava, una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni. I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni, in tempi passati considerati propiziatori e purificatori, costituivano un’usanza comune a moltissime regioni europee e persino nel nord Africa.

Culti solari si trovano anche tra i Maya, dove il sole è il supremo regolatore delle attività umane, sulla base di un calendario nel quale confluiscono credenze religiose e osservazioni astronomiche per quell’epoca notevolmente precise. Tra gli indiani d’America il sole è simbolo della potenza e della provvidenza divine. Presso gli Aztechi è assimilato a un giovane guerriero che muore ogni sera e ogni mattina risorge, sconfiggendo la Luna e le stelle e per nutrirlo il popolo azteco gli offriva in sacrificio vittime umane.
Per gli eschimesi il sole è la vita, mentre la luna la morte, in Indonesia il sole si identifica con un uccello e con il potere del volo, tra le popolazioni africane primitive la pioggia è il seme fecondatore del dio Amma, il sole, creatore della Terra.
Tutto il culto degli antichi egizi è dominato dal Sole, chiamato Horus o Kheper al mattino quando si leva, Ra quando è nel fulgore del mezzogiorno e Atum quando tramonta. Eliopoli, la città del sole, era il luogo sacro all’astro del giorno, il tempio di Abu Simbel, fatto costruire da Ramses II nel tredicesimo secolo avanti Cristo, era dedicato al culto del Sole.
Insomma trascorrete questa lunga giornata e soprattutto la serata facendo qualcosa di speciale, magari con un bel falò sulla spiaggia e se invece non siete al mare, potete, come fanno in Spagna, organizzare una grigliata all’aperto, oppure uscite a cena che è sempre un bel modo per festeggiare!

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