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10 libri per viaggiare e sognare da casa

Leggere fa bene alla mente e anche al corpo, ne ho parlato alcuni anni fa in un articolo. La lettura è una terapia che può aiutarci anche in casi di ansia e depressione lievi e, ricordatevi un libro è cibo per la mente, se poi ci fa anche sognare di viaggiare, ancora meglio.
In questo periodo in cui non possiamo viaggiare, leggere un libro che ci trasporta in Paesi lontani e vicini, ci aiuta a sognare e può essere anche uno spunto per un’idea di viaggio futura, quando potremo finalmente ripartire.
Se volete intraprendere un viaggio, per il momento virtuale, da casa, attraverso un libro, ecco dieci titoli che non possono mancare nella vostra libreria.

1) Giorgio Bettinelli, La Cina in vespa, Feltrinelli
Durante un soggiorno di otto mesi in un villaggio indonesiano, Giorgio Bettinelli – cremasco, mio concittadino, ma cittadino del mondo per adozione- riceve in regalo una vecchia Vespa. Fino ad allora non aveva mai guidato un veicolo a due ruote. È stato un colpo di fulmine. Intraprende un viaggio da Roma a Saigon. Parte alla fine di luglio del 1992. Percorre 24.000 chilometri in sette mesi, in un viaggio in solitaria dall’Italia al Vietnam, passando per Istanbul, Teheran, il deserto del Beluchistan, Calcutta, Rangoon e Hanoi. Attraversa dieci paesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, Indja, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Laos e infine Vietnam. Da quell’avventura è nato un libro pieno di strade difficili, di gente difficile, di fatiche ma anche di momenti di sfrenata libertà, di paesaggi indimenticabili e altrettanto memorabili incontri on the road. Da quel momento Bettinelli ha continuato a viaggiare fino alla morte avvenuta nel 2008.

2) Paolo Rumiz, A piedi, Feltrinelli
Paolo Rumiz, racconta “passo dopo passo” (in questo caso letteralmente) l’esperienza di un itinerario a piedi lungo una settimana. Una narrazione che consente di aprire finestre su mille temi: lupi, orsi, stelle, bivacchi, incontri, mappe, orientamento, frontiere, storia e storie. Il tema più importante è però “camminare”, tecnica che abbiamo dimenticato sostituendo sempre di più viaggi virtuali a quelli reali. La prima tappa è da Trieste a Gracisce e poi giorno dopo giorno -da Gracisce a Montona -da Montona a Tignan -da Tignan a Cafanaro -da Cafanaro a Valle -da Valle a Fasana -da Fasana a Promontore. Attraversando la frontiera croata e quella slovena costeggiando la ferrovia che irrora di sé il territorio ed evitando l’autostrada che lo desertifica. Attraversando valli e risalendo monti ma sempre anelando al mare come meta finale. Questo libro, rivolto ai giovani lettori e naturalmente anche agli adulti di riferimento, può essere una guida precisa da seguire, una lettura che diventa occasione di approfondimento e un testo che può ispirare altri viaggi e altri itinerari.

3) Luis Sepulveda, Patagonia express, Guanda
Il diario di viaggio di Luis Sepúlveda, recentemente scomparso, in Patagonia e nella Terra del Fuoco: un libro in cui personaggi leggendari rivivono sullo sfondo di una natura indimenticabile. Riflessioni, racconti, leggende e incontri che si intrecciano nel maestoso scenario del sud del mondo, dove l’avventura non solo è ancora possibile, ma è la dimensione quotidiana del vivere. Il vecchio Eznaola, che naviga senza sosta per i canali cercando un vascello fantasma; i gauchos che ogni anno organizzano il “campionato di bugie” della Patagonia; l’aviatore Palacios e lo scienziato Kucimavic; Butch Cassidy e Sundance Kid, tuta una serie di personaggi eccezionali sullo sfondo di un eccezionale paesaggio. Senza dimenticare il ricordo-tributo alla figura di Bruce Chatwin.

4) Mauro Pavesi, Le storie e i luoghi più strani di Milano, Newton & Compton
Milano è nata al centro della Val Padana e, forse non a caso, il suo stesso nome indica una posizione geografica: dal toponimo celtico “Medelhan”, letteralmente “in mezzo alla pianura”. Anche dal punto di vista amministrativo, nel Medioevo e nella prima età moderna, Milano era suddivisa in ripartizioni che traevano il nome da alcuni luoghi, e cioè dalle sei porte di accesso alla città. C’erano la Porta Comasina (aperta sulla strada che univa Milano a Como, verso nord), la Porta Ticinese (in direzione di “Ticinum”, antico nome di Pavia), Porta Romana, Porta Orientale (poi Porta Venezia), infine Porta Vercellina e Porta Nuova. Un libro per tutti: milanesi e non, alla scoperta delle curiosità della città capitale economica d’Italia.

5) Francisco Coloane, Capo Horn, Guanda
A Capo Horn due grandi oceani si scontrano in un incessante duello. I pochi uomini che si avventurano oltre l’estrema frontiera, dove finisce il mondo, ingaggiano una strenua lotta per la sopravvivenza contro una natura spietata e al tempo stesso grandiosa, sublime, apocalittica. Fuggiaschi, cinici gringos, mandriani, vecchi lupi di mare, sono i protagonisti di questi racconti di Francisco Coloane ambientati nella Terra del Fuoco. Ma sono anche gli animali a emergere da queste storie straordinarie dimostrando che solidarietà e vendetta non sono sentimenti esclusivi degli esseri umani. E questi ultimi, se sopravvivono alla desolazione e alla furia degli elementi, restano segnati per sempre dagli spazi infiniti e dalla libertà nella sua accezione assoluta.

6) Giorgio Ieranò, Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo, Einaudi
Un viaggio intrigrante nelle isole greche, da sempre terre del mito. Sono palcoscenici di epifanie divine, fondali per avventure di eroi e divinità. L’Egeo è un mare di prodigi, un paesaggio di labirinti e di colossi, di vulcani e di palazzi. Ospita terre sacre, come la divina Delo, isola-ninfa che ha propiziato la nascita miracolosa di Apollo. Accoglie luoghi arcani, come Santorini, spezzata in due da un cataclisma, in tempi remoti, ma anche patria, secondo il folklore moderno, dei primi vampiri. Ogni isola ha la sua mitologia: a Creta è cresciuto Zeus, a Naxos si sono amati Arianna e Dioniso, a Serifos è apparsa la testa di Medusa. Mare mitologico, l’Egeo è però da millenni anche lo scenario della grande storia europea: sulle sue onde, hanno veleggiato le triremi ateniesi, le galee dei veneziani, i vascelli dei sultani di Istanbul.

7) Tiziano Terzani, In America. Cronache di un mondo in rivolta, Tea
Nel 1966, un giovanissimo Tiziano Terzani ha già messo le prime basi della sua eccezionale avventura di giornalista e viaggiatore: un lavoro per l’Olivetti che gli permette di girare il mondo e gli dà la possibilità di scrivere i primi articoli per l’Astrolabio, settimanale della sinistra indipendente diretto da Ferruccio Parri. Inquieto per temperamento, Terzani vuole però realizzare il suo sogno di ragazzo e fare il reporter a tempo pieno. Così, l’anno successivo, coglie al volo l’occasione di una borsa di studio per un master alla Columbia University, si dimette dall’Olivetti e s’imbarca a Genova con la moglie Angela, per scoprire gli Stati Uniti e poterli finalmente raccontare. Saranno due anni molto intensi, vissuti prima a New York, poi in California, dove Tiziano comincia a studiare il cinese alla Stanford University, e per il resto del tempo in un fondamentale viaggio attraverso «la pancia dell’America» – come Tiziano chiamava gli stati interni del Midwest e del Deep South. Un periodo in cui si riveleranno in tutta la loro forza i conflitti generazionali e politici del ’68 destinati di lì a poco a travolgere l’intero occidente. Per due anni ogni settimana scrive sull’America, sulle elezioni, sui neri, sulla protesta contro la guerra in Vietnam, la marcia su Washington e gli assassinii di Robert Kennedy e Martin Luther King. Tutti questi reportage inediti, corredati di fotografie dell’archivio familiare, sono stati raccolti da Àlen Loreti in questo libro, cronache da un mondo in rivolta, in cui Terzani dà prova per la prima volta del suo straordinario istinto da grande reporter.

8) Georges Simenon, Il Mediterraneo in barca, Adelphi
Conosciamo tutti Simenon come il papà di Maigret, ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter singolare, perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti per sé, per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Quella curiosità nei confronti dell’uomo che ha scoperto in sé sin da quando, giovanissimo, lavorava alla “Gazette de Liège”. Così, alla vigilia di ogni viaggio, Simenon andava da un amico caporedattore e gli diceva: «La settimana prossima parto. Ti interessano dodici articoli?». Ma proprio perché concepiti in funzione dell’unica attività che gli stesse a cuore, la scrittura – non a caso ha voluto intitolare il volume che li raccoglie Mes apprentissages (Il mio apprendistato) –, i suoi pezzi giornalistici non fanno dunque che rivelarci un’altra faccia del Simenon romanziere. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie.

9) Cesare Brandi, Persia Mirabile, Elliot
Cesare Brandi fu filosofo dell’arte e pensatore fondamentale del Novecento. Oltre ai suoi scritti di carattere estetico ci ha lascialo i suoi diari da sensibilissimo viaggiatore: dal Cairo a New York, da Parigi alla Crecia, fino alla Persia e all’India. Nella sua prosa evocativa, ma mai enfatica o dispersiva, egli ci racconta di steppe, deserti, storie millenarie, altipiani illuminati, giardini colmi di alberi da frutto e cupole azzurre risplendenti nel sole. Il suo sguardo lieve e preciso fu la risposta postbellica agli imperialismi e alle volontà nazionali, nella ricerca dell’incontro con l’alterità e le bellezze culturali del mondo. “Persia mirabile” è un diario di viaggio elegante e poetico dedicato a un paese mediorientale, oggi più che mai da rileggere.

10) Edmondo De Amicis, Ricordi di Parigi, Ledizioni
Pubblicato nel 1879, Ricordi di Parigi è il resoconto del viaggio intrapreso da De Amicis nella capitale francese durante l’Esposizione Universale del 1878. Un racconto affascinante e immersivo, uno smarrimento pieno di meraviglia nel cuore della Parigi dei boulevards, dei cafè, dei restaurants e dell’atmosfera sfavillante di quel periodo, una descrizione attenta e piena di curiosità dell’Esposizione. Soprattutto, però, lo scrittore narra l’emozione suscitatagli dagli incontri con due grandi romanzieri del periodo: Victor Hugo e Emile Zola. Una città amata, ammirata e temuta allo stesso tempo, di cui “si può dire quello che si vuole: essa non ci bada più” e che “vi offre mille scampi ai suoi pericoli e mille rimedi alle sue febbri”.

Ringrazio la @libreriacremasca per gli interessanti consigli.

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