A tavola al Bistek con il pesce di lago
Diario di una gourmet

Il pesce di lago e Slow food al Bistek

E’ stata un vero successo la serata organizzata da Antonio Bonetti, chef e patron del Bistek di Trescore Cremasco, dedicata al pesce di lago, solitamente poco considerato e bistrattato.

Una cena in collaborazione con la condotta Slow Food di Cremona, e quella di Franciacorta, all’insegna del buono, pulito e giusto e che ha coinvolto diversi territori lombardi: il lago d’Iseo, Monte isola, la Franciacorta, il Cremasco, Cremona e diverse eccellenze lombarde, dal pesce di lago, all’olio del Sebino, al pane di lievito madre realizzato con farine particolari, passando per il formaggio e il burro fino alle bollicine franciacortine.

Antonio Bonetti, sempre molto attento a valorizzare i prodotti particolari e poco conosciuti, ma soprattutto di alta qualità, ha orchestrato un menu molto accattivante iniziato con un aperitivo a base a Franciacorta Brut dell’azienda Ronco Calino da uve Chardonnay e Pinot nero accompagnato dal pane di Carlo Eugenio Fiorani di Castelverde (Cr) di due tipologie con farina integrale e tricale, un ibrido tra segale grano duro, accompagnato a muleta, salame e luganega di maialone cremasco, e al Salva con le tighe, piatto De.co del comune di Trescore Cremasco, formaggio Dop affinato dal caseificio Tazzi, con l’olio extravergine d’oliva del Frantoio Vela di Marone (Bs) e al burro del caseificio Zuvadelli di Quintano (Cr).

A seguire il carpione di filetti di persico con giardiniera di verdure e poi i gustosissimi tagliolini di pasta fresca in padella con pomodorini e sardina essicata del lago d’iseo con Curtefranca Lèant Doc Chardonnay affinato in acciaio dai sei ai nove mesi.

Come secondo piatto filetto di coregone al forno con ripieno di pane e parmigiano, crema di patate, crescione d’acqua e agretti “barba dei frati” al imone  con Franciacorta Brut Rosé “Radijan”, Pinot Nero in purezza.

Tutti i pesci di lago sono stati forniti dalla Pescheria Monte Isola della famiglia Soardi, pescatori storici del lago d’Iseo.

E per concludere torta di pane e ciliegie, zabaione al “Sangue Morlacco” e gelato doppia Crema. Per chi non lo sapesse il Sangue Morlacco è un liquore di marasche (varietà acidula della ciliegia, coltivata in esclusiva da Luxardo) che costituisce una variante dello cherry brandye vine ottenuto per infusione del succo delle marasche. Venne ribattezzato così dal poeta Gabriele D’Annunzio nel 1919 in occasione dell’impresa di Fiume, a causa del suo colore rosso-cupo (per inciso, il nome “Morlacco” deriva da quello di un’orgogliosa popolazione dell’entroterra dalmata).

 

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