Cristina Kettlitz e Marta Mondonico
Diario di una gourmet

Una giornata in compagnia delle Signore della Valcalepio

Le Signore della Valcalepio non sono tali solo perché donne, ma per la classe, l’eleganza e la professionalità con cui gestiscono un’attività, di solito considerata prettamente maschile, ovvero un’azienda vitivinicola. Due donne e due storie diverse, ma accomunate da una grande passione e voglia di mettersi in gioco, entrambe appartenenti all’Associazione nazionale Le Donne del Vino.

La prima signora che incontro è Cristina Kettlitz, proprietaria della Tenuta Castello di Grumello nell’omonimo paese. Cristina, terza generazione ed unica femmina della famiglia Kettlitz Rechigna ha ereditato dal nonno Giovanni, enologo, la passione per il vino e dal padre Enrico la capacità organizzativa e la perseveranza, che, unite alla sua esperienza di giornalista e comunicatrice, sono il mix con cui è riuscita a sviluppare tutte le potenzialità della cantina. Con il supporto dell’enologo Paolo Zadra, e ancor prima del padre Carlo.

Situata nella Valcalepio, tra Bergamo e il lago d’Iseo, territorio purtroppo poco conosciuto enologicamente, l’azienda ha un’estensione di 37 ettari di cui 18 dedicati a vigneto specializzato e con forma di allevamento a spalliera. Produce circa 100.000 bottiglie all’anno, distribuite tra sei tipologie con la denominazione Valcalepio Doc. Io ho assaggiato i tre vini di punta dell’azienda: Valcalepio rosso Doc Riserva “Castello di Grumello” 2007 e il Valcalepio rosso Riserva Cru Colle Calvario 2005, entrambi taglio bordolese, 60% Cabernet Sauvignon e 40% Merlot, il primo matura per 12 mesi in barrique, il secondo 18 con affinamento finale in bottiglia. Due vini di corpo e carattere con gradazione alcolica di 13%/13,5% vol. che si sposano bene con piatti di carne rossa, cacciagione e salumi di qualità. Il terzo vino degustato è stato il Valcalepio Moscato Passito Doc prodotto con l’appassimento delle uve Moscato di Scanzo, un vitigno autoctono della bergamasca, rara varietà di Moscato rosso, adatto a formaggi stagionati, soprattutto erborinati, o pasticceria secca e cioccolato fondente. La location della cantina si trova nelle strutture originarie del Castello di Grumello, fortezza militare del 1200, appartenuta al condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, ed è aperta anche al pubblico per iniziative culturali ed artistiche.

La seconda signora è Donna Marta, minuta quanto determinata, alias Marta Mondonico, proprietaria della Tenuta Le Mojole situata in cima ad una collina a Tagliuno di Castelli Calepio (Bg). Nel 2002 il marito acquista l’azienda, 2, 5 ettari di superficie vitata, oltre a circa 1 ettaro di bosco, ma per impegni lavorativi non riesce a gestirla, così chiede alla moglie Marta di occuparsene. La richiesta inizialmente la mette in crisi perché lei non sa nulla di vigne, né di processi di vinificazione, ma soprattutto l’aggravante è che è astemia. Questa occasione diventa per Marta una sfida, comincia a frequentare corsi, a studiare, ad annusare, ad assaggiare e scoprire pian piano questo mondo a lei sconosciuto. In vigna fa importanti cambiamenti: toglie tutte le pergole, modifica il tipo di allevamento da guyot a speronato e pianta il Sirah, accanto a Cabernet Sauvignon e Merlot; mentre in cantina butta tutti i “ferri vecchi” introducendo la tecnologia.

Il risultato di tutto ciò, con l’ausilio dell’enologo Paolo Posenato, e adottando metodi naturali nel rispetto dell’ambiente e della persona, è una produzione di circa 8000 bottiglie all’anno suddivise in tre tipologie di vino. La degustazione è iniziata con Donna Marta Rosa 2013 Igp rosato della bergamasca, vino ottenuto da uve Merlot in purezza, vinificate in rosa con un grado alcolico 12,5%. Un vino fresco, molto gradevole, adatto sia come aperitivo, sia a tutto pasto nella stagione estiva. Poi si è passati al Cabernet Sauvignon La Mojole 2010, da uve selezionate di Cabernet Sauvignon 100%, grado alcolico 13.5%, diciotto mesi in tonneau e dieci in bottiglia e che viene prodotto solo nelle annate migliori. Un prodotto di alta gamma, adatto a menu di terra importanti e vincitore di ben tre medaglie d’oro, tra cui l’ultima al Concorso Mondiale di Bruxelles 2014.

E’ stata una gran bella giornata e soprattutto, come donna, sono fiera e orgogliosa per il lavoro e il successo di queste due piccole, grandi donne: Le Signore della Valcalepio.

Le Signore della Valcalepio

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