Tour nella Valle del Savuto
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Nella Valle del Savuto ogni amico è benvenuto!

E’ questo il fortunato slogan che ormai definisce questo territorio e la calorosa accoglienza dei suoi abitanti. Il mio viaggio in Calabria è proseguito proprio qui nella Valle del Savuto, che prende il nome dall’omonimo fiume, l’unico a sorgere dalla Sila e a sfociare nel mare Tirreno.

Il Savuto lambisce la parte meridionale della provincia di Cosenza, scorre per circa 50 chilometri alternando tratti a scorrimento tranquillo a tratti tumultuosi, attraverso un paesaggio che sembra incantato, antiche vestigia di spiccato interesse, ed abbondanti proposte enogastronomiche. Il territorio attraversa ben sedici comuni.

Il press tour mi porta di nuovo sulle tracce di San Francesco di Paola, ma questa volta a Paterno in provincia di Cosenza, dove sorge il Monastero dedicato al Santo. E dove ho potuto vedere un altro dei suoi miracoli, cioè quello della trave spezzata che regge il portale. Il diavolo la spezzò e il Santo la sistemò miracolosamente sulla porta della chiesa. La sera facciamo tappa all’agriturismo Mancaro, dove allietati dalla musica di Sandro Sottile, mangiamo specialità tipiche del Savuto.

Il giorno dopo visitiamo Rogliano, comune di 6000 abitanti, baricentro della Valle del Savuto e chiamato anche borgo delle 12 chiese, tra cui il Duomo di S. Pietro, la chiesa di S. Giorgio e con il suo bel centro storico sono formato dai rioni Serra, Spani, Donnanni, Cuti e Forche.

La visita nella Valle del Savuto prosegue a Mangone, un paese di circa 1900 abitanti, dove si possono ammirare antichi palazzi e la bella chiesa di S.Giovanni Evangelista. E poi al Ponte Romano chiamato anche Ponte di Annibale, monumento storico ed uno dei più antichi d’Italia. Mentre scendiamo verso il ponte attraverso un sentiero facciamo un incontro inaspettato: un brigante, sì in carne ed ossa. Perché la Calabria è stata terra di briganti, che al contrario di quanto si possa pensare non erano dei malfattori o banditi, ma operai, artigiani, contadini ribelli alla prepotenza e ai soprusi dello straniero, allo sfruttamento e alle ingiustizia sociali oltre che al disumano trattamento della gente indifesa. In questa caso il brigante è Giuseppe Scalzo, che ci dà l’altolà, e si diverte nella parte di figurante ad interpretare Pietro Bianco. Un brigante buono ed affascinante che mi rapisce e mi porta con la sua auto 4×4 in una fattoria dove sembra di essere tornati indietro nel tempo e pranziamo all’aperto su un grande tavolo di legno con panche. Assaggio degli strepitosi pomodori cuore di bue (così buoni non li avevo mai assaggiati!) tagliati a metà e semplicemente conditi con olio e sale, e poi melanzane sottolio, olive, caciocavallo podolico e una speciale grigliata di carne preparata in diretta dal contadino che ci ospita.

Nel pomeriggio visitiamo a Rogliano Keramos, l’azienda a conduzione familiare del ceramista, Telemaco Tucci, che ci mostra la tecnica della lavorazione della terracotta Made in Calabria. Telemaco realizza maschere apotropaiche, statue degli antichi mestieri, piatti decorati con scene di vita contadina o con vedute dei vecchi centri storici e anche dei bellissimi presepi. La sera ceniamo all’agriturismo Colle Vermiglio dove assaggio, tra le tante prelibatezze calabresi proposte in forma gourmet, lagane e ceci, primo piatto tipico del sud italia, preparato con una pasta fatta in casa, la cui forma è una via di mezzo tra le lasagne e le pappardelle.

L’ultimo giorno, raggiungiamo Borgo Serafino, ideale per gli amanti delle passeggiate a cavallo, e ci spingiamo sull’‘Altopiano della Sila, fino al lago Argo. Ci rechiamo quindi a visitare l’azienda I Caserecci di Calabria produttrice di ‘nduja, olio e condimenti, sott’oli, pasta e preparati secchi. Il proprietario ci prepara un buffet per uno spuntino veloce, prima di lasciare definitivamente la Calabria, a base di alcune sue specialità accompagnate ad un pane buonissimo, che porterò a casa con me.

La rivalutazione di questo territorio è avvenuta grazie al GAL (Gruppo di Azione Locale) Savuto (uno dei dodici GAL della Regione Calabria), Organizzare una vacanza nella Valle del Savuto ora è diventato più semplice, sono infatti disponibili degli speciali pacchetti con tre diverse tematiche: enogastronomia e borghi rurali, natura ed enogastronomia e arte ed enogastronomia.

Dopo una settimana in Calabria, rientro a casa con il desiderio di tornarci ancora, per scoprire altri luoghi segreti di questa regione, purtroppo poco conosciuta e poco valorizzata.

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