Viaggi

10 ottimi motivi per visitare Berlino

Berlino combina la cultura di New York, il traffico di Tokyo, la natura di Seattle, ed i tesori storici di, beh, di Berlino.
Hiroshi Motomura

Il tempo cambia rapidamente a Berlino, vi svegliate con il cielo tutto coperto e grigio, poco dopo esce il sole con un cielo azzurro che più azzurro non si può, poi si leva un vento talmente forte che sembra quello greco, e verso sera pioviggina. Proprio come la città, che è sempre in evoluzione.
Risorta dalle proprie ceneri come la fenice, dopo la seconda guerra mondiale, contesa tra russi, americani e francesi, divisa in due da un muro, e riunita nel 1989, Berlino è piena di fascino, moderna, viva e piena di energia, e mai scontata, come ha affermato nel 2001 Jack Lang, ex ministro della cultura francese: Parigi è sempre Parigi ma Berlino non è mai Berlino!
E’ l’anno degli anniversari per Berlino, 30 anni dalla caduta del muro, 50 anni dalla costruzione della Fersnehturm, la torre della televisione situata in Alexanderplatz e i 100 anni della Bauhaus. Quindi quale momento migliore per andarci se non quest anno?
Io l’ho visitata nel mese di febbraio, ma mi sono ripromessa di tornarci d’estate, per viverla durante la stagione calda.

Intanto leggete i miei 10 ottimi motivi per cui merita di essere visitata.

Alexanderplatz

1) Alexanderplatz

E’ la piazza più famosa di Berlino. Durante il Medioevo era conosciuta come Ochsenmarkt o “Mercato del Bue”, ed era considerata il centro della città, il nome Alexanderplatz le fu dato in occasione della visita in città dello zar Alexander I il 25 ottobre 1805. Adesso è chiamata dai berlinesi Alex, (i berlinesi usano abbreviare tutti i nomi) ma è sempre uno dei punti d’incontro più importanti della capitale, un po’ come Piccadilly Circus lo è per Londra.
La piazza circondata da edifici costruiti durante gli anni ’70, nel periodo sovietico, è completamente pedonale, da una parte la stazione ferroviaria sopraelevata costruita tra il 1878 e il 1882, posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz), al centro l’Urania Weltzeituhr, l’orologio universale che segna l’ora di tutte le città del mondo e la Brunnen der Völkerfreundschaft, la Fontana dell’Amicizia tra i Popoli. Si affacciano su Alex la Galleria Kaufhof, un grande magazzino che ricorda molto la nostra Rinascente, e l’Hotel Park Inn, dalla cui terrazza all’ultimo piano si gode una vista totale di tutta la piazza. E infine la famosa Fersnehturm (Torre della Televisione). E’ il simbolo di Berlino, da qualsiasi parte della città vi troviate e alzate gli occhi al cielo non potete non vederla. Inaugurata nel 1969 (proprio quest anno festeggia i 40 anni) la Torre con l’antenna della Televisione, con i suoi 368 metri, è la quarta struttura più alta in Europa. Si può salire, con due rapidi ascensori che percorrono 6 metri al secondo, alla terrazza panoramica a 203 metri oppure al ristorante girevole Sphere a 207 metri. Spesso bisogna fare un po’ di coda per prendere i biglietti, perché è una delle attrazioni più visitate di Berlino, ma il panorama mozzafiato a 360° di tutta la città che si gode da lassù è imperdibile. Vi consiglio di visitarla al tramonto come ho fatto io.

Porta di Brandeburgo

2) Brandenburger Tor (La Porta di Brandeburgo)

E’ il monumento più famoso di Berlino. Ci si arriva percorrendo l’Unter den Linden (viale dei Tigli) il più prestigioso viale della capitale. Alta 26 metri e larga 65 è un altro dei simboli della città insieme alla Torre della Televisione. Inaugurata nel 1791 dopo tre anni di lavori, fu progettata da Carl Gotthard Langhans che per l’occasione si ispirò all’ingresso monumentale dell’Acropoli di Atene. Furono costruite 12 colonne doriche sormontate dalla Quadriga della Vittoria in bronzo, rappresentante la dea greca della pace Eirene, con quattro cavalli, la corona prussiana e un’aquila in mano. Nata come simbolo di pace, ha avuto una storia movimentata: Napoleone I nel 1807 la trasportò a Parigi come bottino di guerra, i prussiani la riportarono indietro nel 1814 e aggiunsero la croce di ferro alla corona che sormonta l’asta in mano alla dea della pace. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata e resa poi inaccessibile dal muro costruito proprio lì davanti (la porta si trovava a Berlino est). E nel novembre del 1989 è stata testimone dell’abbattimento dello stesso, le scene di esultanza davanti alla porta sono incise nella memoria di tutti. Durante la notte di capodanno del 1989 rimase di nuovo danneggiata, ma nel 1991 terminarono i lavori di restauro. Adesso risplende sopra Pariser Platz, in tutta la sua maestosità.

Altes Museum

3) Museuminsel (L’Isola dei Musei)

Quest’isola nel fiume Sprea è chiamata così per l’alta concentrazione di musei che si trovano nella sua area, inoltre, nel 1999, per la loro importanza altamente rilevante sia artisticamente che culturalmente, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Sono infatti ben cinque i musei presenti: l’Altes Museum, edificio a forma di tempio greco che ospita arte etrusca, romana e della civiltà cicladica;  il Neues Museum, museo egizio con il celebre busto della regina Nefertiti; l’Alte Nationalgaleriedove sono esposte le opere di tutte le correnti artistiche del 19° secolo; il Bode-Museum, con opere di arte bizantina far cui anche una raccolta di monete; e il Pergamonmuseum, se non si potrà vedere l’altare di Pergamo (la sala è chiusa per restauro, ma dovrebbe riaprire quest anno), si potrà ammirare la Porta d’Ishtar di Babilonia, la Strada delle Processioni e il museo di arte islamica.

Siegessäule (colonna della Vittoria)

4) Siegessäule (La colonna della Vittoria)

I berlinesi la chiamano Goldelse, Elsa D’oro, venne costruita in occasione della vittoria della Prussia tra il 1864 e il 1873 in Königsplatz, l’attuale piazza della Repubblica, per poi essere spostata nel 1938-39, in pieno regime nazista, sulla Großen Stern (grande ghirlanda) in mezzo al quartiere Tiergarten. La Colonna della Vittoria, alta 67 metri, si raggiunge attraverso quattro tunnel pedonali costruiti nel 1941, e percorrendo una scalinata a spirale di 285 gradini si arriva appena sotto la statua, con una spettacolare vista della città e sul parco circostante. Oggi è diventata il simbolo della comunità gay di Berlino perché rappresenta la libertà ed è il punto di arrivo dell’annuale “Christopher Street Parade”.

currywurt e Berliner Weiße

 5) Food & Wine berlinese

Tra i piatti tipici della città da provare, in cima alla lista c’è il Currywurst, il re dello streetfood berlinese, si tratta di una salsiccia al curry servita con una salsa ketchup fatta in casa e accompagnata da patate fritte, io l’ho abbinata alla Berliner Weiße, una birra di frumento aromatizzata con sciroppo al lampone (rossa), ma esiste anche una versione verde con asperula. Viene bevuta spesso d’estate perché ha un effetto rinfrescante e dissetante. Poi la zuppa di patate a base di verdure e pancetta o bockwurts; le Buletten, polpette di carne un po’ più grandi di quelle a cui siamo abituati in Italia, sono un’eredità lasciate dagli Ugonotti che nel 1700 scapparono a Berlino, il nome di evidente origine francese deriva da boule che significa pallina o boulet che invece è la palla da cannone (tra l’altro questo era un cibo molto facile da preparare sul campo di battaglia per i soldati). Mentre la mattina a colazione si consumano gli Schrippen dei panini croccanti  di grano duro o gli Splitterbrötchen, panini leggermente dolci, o il goloso Pfannkuchen, krapfen farcito con confettura di prugne, chiamato anche Berliner, sempre per la mania dei berlinesi di abbreviare i nomi. L’Eisbein, invece è lo stinco berlinese che, al contrario del resto della Germania, qui viene stufato e salmistrato.

tour virtuale in Trabant

6) Ostalgie

Coniato nel 1993, il termine Ostalgie è la crasi tra le parole Osten, che indica l’est, e Nostalgie imperante tra i vecchi abitanti del regime sovietico. Gli Ampelmännchen, letteralmente “omini del semaforo”, che nei caratteristici segnali luminosi di Berlino Est indossavano un grande cappello, e che sono sopravvissuti alla cortina di ferro, sono diventati il simbolo della “nostalgia dell’Est” cittadina. Un altro simbolo di quell’epoca è la Vita-Cola, bevanda a base di cola aromatizzata al limone, imitazione della celebre bibita americana. A partire dal 1994, la Thüringer Waldquell ha ripreso a produrla, tanto che attualmente vende più della Pepsi. Ma se volete fare un tuffo a 360° nella vita quotidiana dell’ex DDR, vi consiglio di andare al DDR Museum, per sedervi alla guida di una Trabant (l’auto-simbolo dell’ex Germania est), usare gli strumenti delle spie della Stasi o visitare un appartamento tipico dell’epoca con tanto di utensili vari.

The Mortal Kiss, il bacio tra Breznev e Honeker

7) East Side Gallery

E’ la più lunga galleria d’arte al mondo. La East Side Gallery è un tratto di 1,3 km di quel che resta del muro che divideva Berlino, trasformato in una galleria d’arte open air con più di 100 murales originali. Situata tra il maestoso Oberbaumbrücke e la stazione della metropolitana Ostbanhof, è nata nel 1990 quando artisti da tutto il mondo sono stati chiamati per celebrare la libertà dopo la caduta del muro, attraverso le loro opere. Tra i graffiti più famosi The Mortal Kiss di Dimitrji Vrubel, che raffigura Erich Honecker e Leonid Breznev che si baciano sulla bocca, e Test the Best, di Birgit Kinder, che mostra una Trabant che sfonda il muro. Dal 1992 i dipinti murali sono sotto tutela e, periodicamente, quelli danneggiati dal tempo e dall’inquinamento, vengono sottoposti a restauro.

KaDeWe

8) Shopping

Il KaDeWe, acronimo di Kauhhaus des Westens ( in italiano “grande magazzino dell’ovest”) con i suoi 60.000 mq è il più grande magazzino d’Europa dopo Harrods ed il più famoso della Germania. Si trova in Tauentzienstrasse, una delle vie principali dello shopping, nel quartiere di Schoeneberg. Fu fondato nel 1907 da Adolf Jandorf, che convinse il famoso architetto Emil Schaudt a progettare l’edificio, che lo realizzò in stile neoclassico. Al suo interno si trovano articoli sofisticati e di lusso con corner dei migliori brand del mondo. Gli ultimi due piani, il sesto e il settimo, sono dedicati al cibo con un reparto gastronomia, che offre prelibatezze da tutto il mondo e punti di ristoro esclusivi. E, una curiosità, è la terza attrazione turistica più visitata a Berlino. Assomiglia invece alla nostra Rinascente la Galeria Kaufhof, sorta tra il 1967 e il 1970 nella centralissima Alexanderplatz, come grande magazzino dell’organizzazione commerciale Centrum della DDR ed allora anche il più grande, all’ultimo piano un grande self service dove mangiare tutto ciò che si vuole a prezzi modici.

Holocaust-Mahnmal

9) Holocaust-Mahnmal (Memoriale dell’Oloacusto)

E’ assolutamente da vedere il memoriale dedicato agli ebrei d’Europa vittime dell’olocausto, un monumento unico nel suo genere, progettato dall’architetto Peter Eisenman con l’ingegnere Bruno Happold per commemorare le vittime della Shoah. L’Holocaust-Mahnmal è composto da 2711 stele in calcestruzzo di colore grigio di diverse dimensioni, su una superficie di 19.000 mq, nell’area originariamente occupata dal palazzo e dalle proprietà di Goebbels ed occupa un intero isolato. Attraversare questa sorta di labirinto provoca un senso di disorientamento, solitudine e tristezza. Nell’angolo sud-est si accede al sotterraneo dove si trova il Centro di documentazione, in cui, in quattro sale, è possibile seguire un percorso che tratta simbolicamente le vicende personali e i destini di alcune vittime dell’olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.

The Bauhaus-Archiv / Museum für Gestaltung in Berlin – Photo Credits @KarstenHintz

10) 100 anni di Bauhaus

Ideato da Walter Gropius, il movimento della Bauhaus richiama la parola medievale Bauhütte, indicante la loggia dei muratori. La scuola fu fondata nel 1919 a Weimar, trasferita nel 1925 a Dessau e costretta purtroppo a chiudere nel 1933 a Berlino per ordine dei nazionalsocialisti, quindi esistette per soli 14 anni. Ma il movimento Bauhaus ha scritto la storia dell’architettura, del design e dell’arte, rappresentando il Made in Germany in tutto il mondo. Tant’è che Tel Aviv, la Città Bianca, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per il considerevole numero di palazzi costruiti secondo i principi dell’architettura dello stile Bauhaus. Al Bauhaus Archiv/Museo del Design potete visitare la più completa collezione di documenti sulla storia del movimento ed un’esposizione di numerosi oggetti che si rifanno ad esso, come la lampada Bauhaus e la sedia Wassily, oltre a 250 articoli di vario genere che furono progettati per la casa e l’ufficio. Inoltre nel 2019 sono numerosi gli eventi e le mostre dedicati a questo speciale anniversario. Per info: www.bauhaus100.com/

Consigli per spostarsi, mangiare e dormire

A Berlino i trasporti pubblici funzionano molto bene e sono diversi, U-Bahn metropolitana sotterranea, la S-Bahn metro sopraelevata, più bus e tram, vi consiglio di prendere la Berlin Welcome Card (potete acquistarla online e poi ritirarla all’aeroporto quando arrivate) comprende il biglietto per i mezzi di trasporto pubblici e una guida turistica (in inglese), inoltre si ha diritto agli sconti ed alle offerte previste. E se acquistate quella comprensiva dell’Isola dei musei è previsto, nel suo periodo di validità, un accesso libero al giorno in uno dei cinque musei (le mostre speciali sono escluse dall’offerta). Una dritta: gli autobus 100 e 200 passano lungo diverse attrazioni, dal Giardino Zoologico fino ad Alexanderplatz, quindi salendo su una di queste due linee equivale già a un giro della città.

lobby del Living Hotel Große Kurfürst

Per dormire io ho soggiornato al Living Hotel Große Kurfürst, confortevole quattro stelle nel quartiere di Mitte, a due passi da Alex e dall’Isola dei Musei, raggiungibili sia a piedi che con i mezzi pubblici (la stazione della metro di Märkisches Museum della linea U2 è proprio attaccata all’hotel). Per mangiare ho scelto tre differenti categorie di locali: Mutter Hoppe, cucina tipica berlinese in un ambiente accogliente con suggestivi divanetti e oggetti d’antan; Pauly Saal, una stella Michelin, i piatti sono un mix tra oriente e occidente, situato in un ex scuola di ragazze ebree, è caratterizzato da un grande missile che campeggia sopra la cucina a vista: ed infine PeterPaul, locale trendy che serve cucina tedesca moderna declinata in gustose tapas. Per un break mentre si visita la città, vi suggerisco The Greens Coffee and Plants, un originale e delizioso caffè situato in un ex fabbrica di monete. Le piante esposte sono in vendita. D’estate ci si siede nel dehors con vista sulla Sprea.

Ti potrebbero interessare anche

No Comments

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi