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Viaggi

7 mete insolite per un’estate tutta italiana

Dopo la pandemia di #coronavirus che ha colpito tutto il mondo, sarà un #estatetuttaitaliana.
Innanzitutto per sostenere l’economia del nostro Paese e contribuire alla ripartenza, ma anche per andare alla scoperta di angoli nascosti che non abbiamo mai visitato oppure può essere un’ottima occasione per ritornarci.
L’Italia è considerata il Paese più bello del mondo ed anche il più visitato e secondo l’Istat è prima nella classifica europea per le strutture ricettive sul totale UE (più del 30% nel 2018) e conquista il secondo posto per il numero di clienti provenienti dall’estero (50,6% nel 2019).
Questo è il momento migliore per osare e cambiare le proprie abitudini, scegliendo vacanze italiane al 100%.

Ho individuato 7 mete alternative per un #estatetuttaitaliana, da visitare, mi raccomando, in modalità slow!

1) Isola di San Giulio – Lago d’Orta – Piemonte
Situata nel lago d’Orta a circa 400 mt dalla riva, San Giulio è una piccola isola incantata, lunga 275 mt e larga 140, e con un perimetro di circa 650 mt. E’ chiamata “l’isola del silenzio” perché non circolano auto e si viene circondati completamente dalla pace del luogo. Costruita sulle rovine di un antico castello e che occupa gran parte della superficie dell’isola, è praticamente tutta edificata. Attualmente l’isola è abitata in maniera permanente solo da pochissime famiglie, oltre al monastero. Per il resto si tratta quasi tutte di seconde case, ville neoclassiche con bellissimi giardini fioriti con piante di azalee e camelie. Le sue origini nascono da una leggenda: pare che un tempo l’isola fosse abitata da serpenti e mostri fino a quando San Giulio, nel 390 d.C, attraversando il Lago d’Orta sorretto solo dal suo mantello e guidato dal suo bastone, non la liberò cacciando i serpenti, il Santo fondò allora anche una chiesa. Si possono visitare l’Abbazia Mater Ecclesiae, il monastero di clausura delle suore benedettine e la Basilica di San Giulio, una piccola chiesa romanica con influenze barocche. Si raggiunge con dei motoscafi e dall’isola potete godervi anche il tramonto sul lago, magari cenando nell’unica trattoria esistente con un menu a base di pesce di lago, persico, luccio e salmerino, ma ricordatevi di prenotare una barca per rientrare a terra!

Photo Credit @IKKos

2) Civita di Bagnoregio – Lazio
Frazione di Bagnoregio, Civita è un paesino in provincia di Viterbo, con solo 11 abitanti e fa parte dei borghi più belli d’Italia. Situata in cima ad una collina argillosa, i cui fianchi stanno franando, si trova al centro della Valle dei Calanchi, tra le due valli chiamate Fossato del Rio Torbido e Fossato del Rio Chiaro, ed è anche conosciuta come “città che muore” appellativo dato dallo scrittore Bonaventura Trecchi, che qui trascorse la sua giovinezza.
Si raggiunge attraverso un ponte lungo 200 metri che dalla collina più vicina conduce fino alla Porta Santa Maria, unico accesso al centro storico, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi. All’interno del borgo vi sono varie case medievali, la chiesa di S. Donato, che si affaccia sulla piazza principale e al cui interno è custodito il S.S. Crocefisso ligneo, Palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle Frane, il Palazzo Vescovile, un mulino del XVI secolo, i resti della casa natale di San Bonaventura. Civita è diventata famoso nel mondo anche perché ha ispirato il fumettista giapponese Hayao Miyazaki per la realizzazione del lungometraggio “Laputa – Castello nel cielo”.

photo credit @ilgiardinodeitarocchi.it

Photo Credit @ilgiardinodeitarocchi.it

 3) Il giardino dei Tarocchi – Toscana
E’ un parco artistico situato in località Garavicchio, nel comune di Capalbio, ideato dall’artista franco – statunitense Niki de Saint Phalle, che, seguendo l’ispirazione avuta durante la visita al Parque Guell di Antonio Gaudì a Barcellona, iniziò la la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979. Identificando nel Giardino il sogno magico e spirituale della sua vita, l’artista si è dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, per più di diciassette anni, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un’équipe di nomi famosi dell’arte contemporanea e soprattutto del marito Jean Tinguely. Per volontà dell’artista, nel Giardino dei Tarocchi non si eseguono visite guidate per lasciare all’interpretazione dei visitatori.

Di GJo - Opera propria, CC BY-SA 3.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=16050929

Photo Credit @GJo

4) Pentedattilo – Calabria
Il villaggio sorge arroccato sul monte Calvario nel territorio aspromontano della costa jonica e prende il nome dalla forma della rocca su cui giace, simile a una gigante mano di pietra (penta e daktylos cioè cinque dita). Il suo fascino è raccontato direttamente dalle parole scritte dall’inglese Edward Lear che, nel 1847, intraprese un viaggio attraverso la provincia reggina. E’ conosciuto come il paese fantasma più suggestivo della costa calabrese. Fondato dai greci, il borgo è uno dei luoghi unici in Italia da vedere, ed è stato abbandonato dai suoi abitanti oltre che per effetto di fenomeni migratori, soprattutto per le continue minacce naturali, come terremoti e alluvioni che lo hanno reso pericoloso per chi vi risiede. Negli ultimi anni Pentedattilo sta risorgendo attraverso il rifacimento della pavimentazione della stradina principale ed il restauro di alcuni edifici.  Alcuni artigiani locali hanno aperto botteghe per la vendita dei propri prodotti, ed è presente anche un ristorante. Inoltre ospita tra agosto e settembre il Pentedattilo Film Festival, festival internazionale di cortometraggi.

Photo Credit @Vignaccia76 - Opera propria, CC BY 3.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=4570700

Photo Credit @Vignaccia76

5) Abbazia di S.Galgano – Toscana
E’ un’abbazia cistercense situata a Chiusdino, a 30 km da Siena. La sua costruzione è iniziata attorno al 1220. Il luogo è composto da due punti di attrazione: l’eremo detto Rotonda di Montesiepi dove, secondo la leggenda, San Galgano si ritirò a vita eremitica nel 1170; e dalla grande abbazia ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura. Il momento culminante della sua conversione avvenne nel giorno di Natale del 1180 quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, infisse la sua spada dentro la roccia, allo scopo di trasformare l’arma in una croce come simbolo di pace e dove si trova ancora oggi. Come nella leggenda di re Artù, in molti cercarono di estrarre la spada di Galgano dal terreno ma ancora oggi potrai trovarla al suo posto, coperta da una cupola protettiva per evitare che qualche turista la distrugga nel tentativo di estrarla dalla roccia.

photo Credit @Di Livioandronico2013 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=64111105

Photo Credit @Livioandronico2013

6) Bomarzo e il parco dei mostri – Lazio
Il Parco dei Mostri di Bomarzo si trova in piena campagna a pochi chilometri da Viterbo. Dopo secoli di oblio, è stato riscoperto ed è ora uno dei luoghi più suggestivi d’Italia. Il parco è stato progettato e sovrainteso nel 1547 dall’architetto e antiquario Pirro Ligorio, commissionato dal principe Pier Francesco Orsini come luogo di diletto. Il Parco si estende su una superficie di circa 3 ettari, in una foresta di conifere e latifoglie, dove trovano posto un gran numero di sculture di varia grandezza ritraenti personaggi e animali mitologici, edifici che riprendono il mondo classico ignorando volutamente le regole prospettiche o estetiche, allo scopo di confondere il visitatore. Le sculture sono state realizzate in basalto, materiale disponibile in quantità massicce in loco.

@simonasirio

Photo Credit @simonasirio

7) Bussana Vecchia – Liguria
E’ uno dei borghi abbandonati più famosi della Liguria. Ma a differenza degli altri, è stata sì abbandonata dai suoi abitanti, ma oggi non è più disabitata. Colpita da un violento terremoto nel 1887, Bussana venne infatti abbandonata e dimenticata per decenni. Per la precisione fino al 1959, quando diversi artisti decisero di trasformare questo caratteristico borgo ligure in una comunità internazionale di artisti. Nel corso degli anni tutto il centro è stato riqualificato e ristrutturato e all’interno dei cortili si possono scoprire delle curiose installazioni ed opere creative, realizzate dalla fantasia di tantissimi artisti ed artigiani. Bussana è tornata così a fiorire e oggi è uno splendido borgo, ricco di vita ma anche carico di passato. Adesso è infatti conosciuto come il Borgo degli artisti, mantenendo però intatto il tipico fascino dei borghi abbandonati.

Photo Credit copertina:  @LucaCasartelli  

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