Chianti Classico Gallo Nero- Dario Cecchini e Isabella Radaelli
Diario di una gourmet

Le Grandi Melodie del Chianti Classico

Adoro i fuori Vinitaly, i fuori Salone, insomma tutti quegli eventi che fanno da piacevole contorno alla manifestazione principale. E quindi non potevo mancare a Le Grandi Melodie del Chianti Classico. Una grande festa organizzata dal Consorzio del Chianti Classico Gallo Nero all’Arena MuseOpera di Verona per presentare la Gran Selezione.

A Verona in giro c’era il mondo intero, per l’imminente Vinitaly che sarebbe stato inaugurato il giorno dopo.

Dopo la visita alle stanze dell’interessante museo dedicate all’opera a 360°, ovvero dalle voci dei vari artisti, ai costumi e ai relativi bozzetti fino alle scenografie, siamo scese (io e Eugenia amica russa) nel cortile interno dove, sotto una tensostruttura con tanti divanetti, era in corso l’intervista di Daniele Cernilli, alias Doctor Wine ha intervistato Sergio Zingarelli e Giuseppe Liberatore, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio Chianti Classico Gallo Nero.

Seguita dalla cena a buffet a cura dell’Amo Opera restaurant e come ospite d’onore, il macellaio più famoso d’Italia, Dario Cecchini con le sue mitiche fiorentine.

Dario, da gran toscanaccio, si è esibito in uno show con tanto di trombetta per annunciare l’arrivo delle fiorentine, ancora da cuocere, portate su un asse di legno e mostrate al pubblico presente al grido di “Viva la ciccia e chi l’ha stropiccia!”. Poi mentre le fiorentine ritornavano dietro le quinte per finire sulla griglia, noi ci siamo messe in coda al buffet per assaggiare salumi e formaggi di ogni tipo, mozzarelle di bufala e sfiziosi finger food.

Al banco d’assaggio ho scelto come primo vino il Castello di Ama Chianti Gran Selezione San Lorenzo 2010 (Sangiovese 80%, Malvasia nera e Merlot 20%), di cui ho splendidi ricordi, poi Castello di Volpaia Gran Selezione Il Puro 2010  Sangiovese 100%.

Il Chianti Classico Gallo Nero è la prima denominazione in Italia a puntare verso l’alto, a decidere di valorizzare il tutto partendo dalle sue eccellenze qualitative. Per coloro che non lo sanno la Gran Selezione è l’appellativo dato a un vino prodotto da una singola vigna o dalla selezione delle migliori uve aziendali, con un invecchiamento minimo di 30 mesi e affinamento obbligatorio in bottiglia.

Intanto arriva la tanto attesa “ciccia” la fiorentina, anzi le fiorentine, con squillo di tromba di Dario, assaggio anche quella e scelgo altri due Chianti Classici Rocca delle Macie Gran Selezione Sergio Zingarelli 2010 (Sangiovese 90& e Colorino 10%) e Castello Vicchiomaggio Gran Selezione Vigna La Prima 2010, Sangiovese 100%.

Si finisce con golosi pasticcini e dolci finger food e poi a casa perché domani è un altro giorno e sarà giornata piena, ma nel cuore rimane il ricordo di una bella serata in compagnia di tanti simpatici personaggi toscani e ottimi vini.

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