Arte

Masahiko Cubo: un artista giapponese sulle rive dell’Oglio

Soncino dal 2008 è entrato a far parte dell’associazione I Borghi più d’Italia per il suo centro storico medioevale racchiuso tra mura del XV secolo, ma forse pochi sanno che questo piccolo paese di poco più di 7000 abitanti, situato in provincia di Cremona, ma al limite del confine con quella di Brescia, strizza forte un occhio, anzi due, all’arte. Dal 2001 oltre a venire organizzata la Biennale di Soncino, uno degli appuntamenti più sentiti nel borgo, dal 2018 il ristorante La Pedrera rinnovato e riaperto dal giovanissimo proprietario e food creator Luca Zuterni, ha dato spazio all’arte attraverso delle mostre curate dalla fidanzata ventunenne Mara Gualina, da sempre appassionata d’arte. D’altra parte il connubio arte e cucina viaggia insieme, perché anche cucinare e creare piatti è una forma d’arte.

l’artista Masahiko Cubo e due sue opere

Ieri pomeriggio è stata inaugurata nelle sale del ristorante una nuova exibition dal titolo: “Definizione Neutrale” dell’artista Masahiko Cubo. Nato nel 1958 in Giappone, laureato in Design presso l’Università of Art di Tokyo, inizia la sua carriera come packaging designer per Pola Cosmetics Co. Ltd. Nel 1991 si trasferisce a Milano, città che lo influenzerà molto, dove inizia a collaborare con lo studio d’architettura di Michele De Lucchi. Dal 2002 al 2006 disegna fac-simile per Olivetti, vincendo nel 2001, con la stampante Artjet10, il premio “Compasso d’Oro”. Nel 2003 apre il suo studio di design a Milano, dove tutt’oggi lavora come freelance. Dal 2005 al 2013 insegna “Laboratorio di Disegno” presso lo IUAV, a Venezia. Nel 2016 vince il “Premio d’Oro Drawing Fine Art New York”, con un suo disegno a matita.
L’arte di Masahiko Cubo è intuitiva, personale, un bilico di cromatiche positive e negative, in cui il bianco e il nero, creano un gioco di contrasti neutrali. I diversi materiali utilizzati si accostano con armonia e si fondono all’unisono, diventano qualcosa di puramente fisico, quasi umano.

altre opere di Cubo

La particolarità delle sue opere è la pietra che, plasmata nelle sue mani, prende quasi la forma di un volto, mentre i suoi dipinti si contraddistinguono per l’utilizzo di una semplice matita su carta da acquerello, che con tratti leggeri e sottili, impercettibili, disegna imponenti corpi o schiene di donne sconosciute, oppure la materia immobile o in movimento.
La mostra “Definizione Neutrale” vuole essere un contenitore che racchiude il concetto di spazio sfruttato dall’arte che ha bisogno di ossigeno per esprimersi e farsi capire. Per ammirare le opere, è necessario allontanarsi di almeno dieci passi per avere una visione completamente diversa; una storia da vivere, che nulla più sembra raccontarci ma che in questo modo evolve dandoci una sensazione di tranquilla stabilità, di concretezza.
“Questa mia mostra vuole essere un richiamo alla primordialità dell’arte, ai materiali naturali e ai colori neutrali” ha affermato Masahiko Cubo.
Le opere che mi sono piaciute di più? Le due schiene realizzate a matita su carta giapponese e le ceramiche Sbadiglio, chiamate così perché hanno una forma tonda, morbida e rilassante, che ricordano dei ciottoli di fiume e sono state create artigianalmente una ad una in ceramica o vetro, nei colori naturali grigio pietra, marrone terra e bianco sasso.

La mostra si può visitare fino al 6 aprile 2019 presso La Pedrera restaurant di Soncino in via Brescia 29
Tel. 345 542 2784

L’entrata è gratuita, ma vi consiglio di fermarvi a cena per provare la cucina di Luca Zuterni, circondati dall’arte.

Orari:
dal lunedì al venerdì dalle ore 
12.30 alle 14.30
dal venerdì alla domenica dalle ore 19.30 alle 23.45
domenica 12.00-15.00

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