Chateau de Rosa Bonheur
Viaggi

Alla ricerca delle case-museo degli artisti nella regione di Parigi

In attesa di ripartire -non appena sarà possibile- intraprendiamo un viaggio virtuale in Francia. Un lungo week end alla scoperta delle case-museo degli artisti che sono rimasti affascinati e hanno preso ispirazione dalla regione Paris Île-de-France. Pittori e scrittori che si sono stabiliti lungo le rive della Senna, in pittoreschi villaggi vicino a grandi spazi naturali.

casa di Jean Cocteau- ©Inventaire Philippe Ayrault

Iniziamo da Milly-la-Forêt, vicino alla foresta di Fontainebleau, a solo 1 ora di macchina da Parigi, il luogo in cui Jean Cocteau, artista eclettico e versatile, scelse di andare ad abitare nel 1947, in una residenza in stile Luigi XIII, ex dependance del castello della Bonde, e dove trascorse gli ultimi 17 anni della sua vita. La casa, arredata e decorata dallo stesso Cocteau, è stata trasformata in museo e camminando nelle varie stanze ci si immerge in un universo tra il mitologico e il barocco che ha da sempre caratterizzato le sue opere. Da qui si parte per un tour che conduce nei luoghi più belli di Milly: da la Porte du Moustier, la cui architettura testimonia il passato medioevale della cittadina, la croce di Saint-Jacques, i mercati coperti del XV secolo, gli abbeveratoi, la colombaia, i lavatoi, la cappella di Saint-Blaise des Simples, ex lebbrosario decorato da Cocteau e dove lo stesso riposa. Milly è conosciuta anche per le sue piante aromatiche e officinali, soprattutto la menta piperita, che si può acquistare presso L‘Herbier de Milly-la-Forêt sotto forma di caramelle, tisana, sciroppo o liquore. A pochi passi dalla cappella si trova il Conservatoire National des Plantes, contemporaneamente un vivaio, un orto botanico e un centro di ricerca agricola, con oltre 1500 piante. Ma anche un occhio al gusto con i dolci sapori del Gâtinais, tra cui spicca il miele, da scoprire in tutte le sue forme alla Miellerie du Gâtinais. Cocteau era un habitué del Grand Véfour, ristorante situato vicino al Palais Royal, e grande amico dello chef de cuisine Raymond Oliver che scrisse per lui Recettes pour un ami”, un libro con 60 ricette dedicate.

Mentre è a By-Thomery, a sud est di Parigi, lungo la Senna, sempre vicino a Fontainebleau, si trova l’antico castello del XV secolo trasformato in casa e atelier dalla pittrice Rosa Bonheur -che amava dipingere gli animali, soprattutto i cavalli–  che lo acquistò nel 1859 e dove ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita fino al 1899. Qui tutto è rimasto intatto, proprio come allora: un quadro incompiuto su un cavalletto, la tavolozza dei colori, il blocco per i disegni, i suoi schizzi, le fotografie, i suoi animali di compagnia impagliati, e poi oggetti più personali come una blusa ricamata appoggiata su una poltrona, un cappello, i suoi stivali e perfino dei mozziconi di sigaretta. E sembra di sentire i passi sulle scale dell’imperatrice Eugenia venuta a consegnare la Legion d’Onore a questa grande artista, femminista antesignana. Nella sala da tè adiacente si possono gustare ricette dolci e salate, create da Céline, la fedele cuoca di Rosa Bonheur, realizzate con prodotti biologici per lo più coltivati nel frutteto e nell’orto del castello. Inoltre chi desidera immergersi completamente nell’atmosfera di quei tempi, può trascorrere la notte nella camera padronale completamente e fedelmente restaurata. 

Casa di Alexandre Dumas- @J.PBaudin Monte-Cristo

Alexandre Dumas invece rimase conquistato da Le Port Marly, ad ovest di Parigi, e dai suoi dintorni con i paesaggi fluviali, gli spazi verdi e bucolici, tanto che, con i proventi dei suoi successi letterari come “I Tre Moschettieri” e il “Conte di Montecristo”, costruì proprio lì la casa dei suoi sogni. Il castello di Monte Cristo, immerso in un parco all’inglese, è una folie architettonica in stile Rinascimento, un vero gioiellino dove lo scrittore amava rifugiarsi per scrivere. Con la facciate interamente scolpite in stile neogotico, il castello è classificato monumento storicoÈ pieno di ricordi e tesori, a cominciare dal sorprendente salone moresco, dove si trovano i busti di Dante, Shakespeare e Molière, i suoi scrittori preferiti, e poi lettere, ritratti, libri, e una miriade di oggetti esotici riportati dai suoi viaggi. Di fronte sorge il castello d’If, un piccolo castello gotico circondato dall’acqua, che fungeva da studio. Vi potete divertire a individuare gli 88 titoli dei suoi romanzi scolpiti sulla facciata. Alexander Dumas era anche un grande appassionato di cucina e scrisse le “Grand Dictionnaire de Cuisine”, un volume in cui riunì la sua collezione di tremila ricette, tutte raccolte scrupolosamente durante i suoi viaggi. Con queste ricette amava deliziare i suoi ospiti in cene sontuose, la più famosa è quella con 700 invitati.

Info: Visit Paris Region

Photo Credits @visitParigRegion @ChateauRosaBonheur ©PhilippeAyrault @JPBaudin

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