Vino

Il mercato del vino italiano tra corsa al digitale e calo dei prezzi

La prima settimana di agosto ha segnato l’inizio di un momento molto apprezzato e atteso da tanti italiani, ovvero l’arrivo della vendemmia. Il primo grappolo di questo 2019 è stato raccolto in Sicilia ed in particolare in quel di Salemi, in provincia di Trapani, come comunicato direttamente dalla Coldiretti. Si parla quindi di un evento simbolico, destinato a segnare un mercato del vino italiano sempre sulla cresta dell’onda. Un mercato che, comunque, si trova nel centro di un periodo di transizione molto delicato e importante, con il digitale che sopravanza e un interessante calo dei prezzi.

Mercato del vino e digitalizzazione del settore

Il gusto e il profumo del vino pare che siano destinati ad una trasformazione digitale definitiva, perché è ciò che i consumatori pretendono dal mercato. La prova di questa verità viene data dal boom di vendite registrato dagli e-commerce proprietari, attualmente uno dei canali più gettonati da parte dei consumatori. Poi è chiaro che soltanto i numeri possono dare una conferma concreta di questo successo: stando alle indagini di settore, si parla di 6 aziende su 25 che – nel 2019 – hanno deciso di lanciare il proprio e-shop. Dallo storytelling all’assistenza clienti, passando per le altre tecniche di conversione, oggi vige questa regola: chi fa da sé fa per tre, preferibilmente in digitale. E anche dove si decide di non comprare direttamente online, si possono comunque trovare pagine di rivenditori che guidano alla scelta fornendo diversi consigli, come avviene nel caso della vinoteca di Aldi dove si possono trovare numerose indicazioni in merito. Infine, proprio in questo campo occorre citare anche il successo della comunicazione via social network: oggi, infatti, le aziende di settore sfruttano canali come Instagram e Facebook per proporre sempre più contenuti di qualità.

L’andamento dei prezzi del vino e il calo del 2018

La vendemmia del 2018 si è dimostrata abbondante. Fin troppo, considerando la saturazione del mercato e il conseguente calo dei prezzi, chiaramente a beneficio degli appassionati consumatori italiani. Proprio per queste ragioni, infatti, il costo del vino all’ingrosso ha registrato un calo del -10% nel giro di un anno: l’impatto più massiccio è stato subito dai vini senza denominazione, con un autentico crollo nei prezzi, intorno al -20%. Anche i vini di fascia low cost sono stati oggetto di cali piuttosto evidenti, abbassamenti che, comunque, non hanno risparmiato nemmeno i vini IGP e DOP, anch’essi reperibili oggi ad un costo più basso. Questo, almeno, è quanto emerge dalle rilevazioni condotte da Unioncamere e Borsa Merci Telematica Italiana. Naturalmente si tratta di premesse che mettono un po’ di apprensione ai viticoltori, in ottica vendemmia 2019, ma di contro va specificato che i dati del 2018 erano tutto sommato prevedibili: era più che lecito infatti aspettarsi un rialzo della produzione, anche alla luce di una vendemmia 2017 molto scarsa.

photo Credits @web

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