Vino

Barone Pizzini presenta Bagnadore 2011

Più di 70 mesi di affinamento in bottiglia, frutto di impegno, rigore e anche tanta pazienza, oltre che una selezione accurata delle uve e un leggero passaggio in legno: è Bagnadore non dosato Riserva 2011, ultimo gioiello di Barone Pizzini, una delle aziende vinicole più antiche della Franciacorta ed anche la prima ad aver adottato i metodi dell’agricoltura biologica stimolando la biodiversità per la coltivazione e il nutrimento della vite.

Piermatteo Ghitti (a destra) e Silvano Brescianini (a sinistra) davanti all'ingresso della cantina Barone Pizzini

Piermatteo Ghitti (a destra) e Silvano Brescianini (a sinistra) davanti all’ingresso della cantina Barone Pizzini – Photo Credits @BaronePizzini

Originale l’idea di metterlo sul mercato un anno dopo l’uscita del “fratello” più giovane Bagnadore 2012, una scelta così motivata da Piermatteo Ghitti AD di Barone PizziniIl Bagnadore oltre a rappresentare ed interpretare nel migliore dei modi la nostra filosofia aziendale, visto che siamo stati i primi a produrre Franciacorta da viticoltura biologica certificata, è anche un vino a cui sono particolarmente affezionato. Questa Riserva nasce infatti per volontà di mio padre Pierjacomo, tra i fondatori della Barone Pizzini, con lo scopo di celebrare appunto la nostra famiglia, detti i Bagnadore, dal nome del torrente che scorre accanto alla nostra dimora quattrocentesca di Marone, sul lago d’Iseo”.

Bagnadore 2011 e l'originale astuccio-photo credits @isabellaradaelli

Bagnadore 2011 e l’originale astuccio

La bollicina nasce da uve 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero, provenienti da un’unico vigneto, il Roccolo, le cui piante, di oltre vent’anni, godono dei benefici di un vicino bosco che mitiga il clima e garantisce una buona escursione termica tra il giorno e la notte.
Bagnadore 2011 ha già ricevuto numerosi riconoscimenti nelle guide enologiche del 2020: 3 bicchieri dal Gambero Rosso, 4 viti dell’AIS, 5 Grappoli da Bibenda, tra i Migliori Spumanti da L’Espresso 2020, Vino Slow da Slow Wine e Corona da Vini Buoni d’Italia di Touring Club.
La presentazione è avvenuta presso il ristorante Carlo Magno a Collebeato, sopra Brescia, di proprietà dello chef Beppe Maffioli, che, con l’azienda franciacortina, condivide la filosofia legata a qualità e rispetto del territorio.

Francesca Negri e il sabrage-photo credits @isabellaradaelli

Francesca Negri e il sabrage

Dopo un aperitivo di benvenuto a base di Bagnadore 2012, aperto da Francesca Negri -giornalista, scrittrice, wine tutor e fondatrice della prima Sabrage Academy italiana- con il sabrage, una speciale tecnica per aprire le bottiglie di champagne con una sciabola (sabre in francese), facendola scivolare lungo il corpo della bottiglia, verso il collo con un colpo secco e rompendolo di netto. La Negri ha fatto da sabrage tutor a diversi ospiti, tra cui anche me, facendoci provare ad aprire le bottiglie con il modo con cui la aprivano gli ussari ai tempi di Napoleone.

Il tutto accompagnato da salame di Franciacorta e di Monte Isola, da alcuni formaggi delle valli bresciane e da sfiziosi finger food. La serata è proseguita con una cena placée, in cui lo chef Beppe Maffioli ha preparato un menu strettamente legato alla tradizione, come richiesto da Silvano Brescianini, general manager di Barone Pizzini: casoncelli alla bresciana con burro e salvia, coregone con sarde, capperi e olio del Garda, polenta di mais nero spinato, granita all’arancia e zenzero, il tutto abbinato a Bagnadore 2011, la regina della serata, Bagnadore 2009 e 2008 e per concludere, ciliegina sulla torta, mousse al mascarpone e limone con frutti di bosco del maestro Iginio Massari, ospite della serata, che ci ha riservato una bella e golosa sorpresa: un assaggio in anteprima del suo panettone con arancia candita e cioccolato accompagnato con Verdicchio Castelli di Jesi Passito Biologico 2016 Curina Pievalta.
Quella del 2011 è stata in Franciacorta un’annata che ha riservato interessanti sorprese. Da un punto di vista climatico la primavera è stata calda mentre l’estate fresca e piovosa, questo ha causato una precoce maturazione delle uve, che è però poi rallentata e proseguita gradualmente. Le favorevoli condizioni climatiche hanno permesso l’ottenimento di basi di eccellente qualità, tanto che viene concessa la riserva vendemmiale. Le condizioni si sono rivelate ottimali anche per la composizione acidica e la concentrazione del prodotto. Oltre alle ideali condizioni climatiche, il successo dell’annata è legato anche ad una maturità aziendale che ci ha permesso di raggiungere degli ottimi risultati.” ha concluso Silvano Brescianini.

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