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Arte Fotografia

Seagull 海鸥 di Max Cavallari

La Pedrera restaurant di Soncino, che ospita periodicamente mostre di artisti, ha inaugurato il 2020 con “Seagull” una personale del fotografo italiano Max CavallariSi tratta di una serie di scatti realizzati durante la residenza dell’artista allo Swatch Art Peace Hotel all’inizio del 2019, e che racconta scorci di Cina colti nel corso di un’appassionata peregrinazione esplorativa.
Tutto ha avuto inizio quando Max ricevette come regalo di benvenuto a Shanghai una Seagull 4A e documentandosi sulla provenienza di questa biottica scoprì che il marchio Seagull fu uno dei primi brand di macchine fotografiche in Cina. L’azienda nacque per l’appunto a Shangai e questa precisa macchina, che Max teneva sempre in mano, fu uno strumento fondamentale per documentare gran parte della storia cinese dagli anni ’60 agli anni ’80.
Per anni, questa macchina è stata utilizzata solamente da uomini del Partito Popolare Cinese – al tempo, il costo era di uno stipendio mensile di una classe sociale medio/ alta – e le immagini che ci tornano da quegli anni sono esclusivamente a fini propagandistici, qualsiasi utilizzo diverso era illecito e soprattutto punito a norma di legge.

photo credtis @maxcavallariDa una parte abbiamo una Cina che è diventata un capitalismo sotto il regime comunista e dall’altra invece un capitalismo creato dalla società occidentale che però si trova a confrontarsi con questa nuova società: la necessità di raccontare e di affrontare la sensazione di smarrimento collegando il tutto in un grande racconto, privo del filtro dell’opinione. L’obiettivo inquadra una porzione del mondo, la lente mette a fuoco gli elementi essenziali e l’otturatore consente alla luce di imprimere sulla pellicola l’istante, congelando il momento e creandone una storia.
L’intenzione di Max Cavallari è raccontare un paese che attualmente viaggia al massimo della sua velocità e che viene considerato la prima potenza mondiale. Max, con la sua Seagull 4A, rallenta la velocità di realizzazione essendo obbligato dall’analogico a prendersi dei momenti di riflessione; sempre più difficili al giorno d’oggi.
Inquadratura, fuoco, tempi e diaframma, nulla è automatico, tutto è lento e deve essere preciso al millimetro, tutto questo ormai è dato per scontato con l’automazione del digitale. Prendersi il tempo di osservare un mondo che vive oltre il tempo stesso, che lo ha divorato, che non è più capace di rallentare e di ragionare secondo i vecchi schemi di analisi è stato ciò che lo ha permesso di vedere la Cina sotto una “lente” diversa, la sua.

Max Cavallari (1989) è un fotografo documentarista che vive e lavora a Bologna. I suoi progetti fotografici sono stati esposti in musei come il Mudec di Milano, la Triennale di Milano, il Kulhaus di Berlino (Germania), il Palazzo d’Accursio di Bologna e la Biennale di Soncino. Attualmente collabora con testate giornalistiche e riviste, italiane e internazionali, come Repubblica, Corriere della Sera, The Guardian, Vogue, The Times, El Pai e il New York Times. E’ il fotografo ufficiale della Fondazione ANT Italia Onlus.

La mostra è a ingresso libero e si può visitare fino  ad aprile 2020 presso La Pedrera restaurant di Soncino in via Brescia 29 –Tel. 345 542 2784, durante gli orari di apertura del ristorante:
dal mercoledì al venerdì dalle ore 12 alle 14.30, la sera dalle ore 19.30 alle 23.30
domenica 12.00-15.00. 19.30 alle 23.30
Chiuso lunedì e martedì.

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