Verticale Gradoni-photo credits @isabellaradaelli
Diario di una gourmet Vino

Verticale in rosso e alla cieca da Villa Franciacorta

Per la prima volta in assoluto la famiglia Bianchi-Pizziol ha proposto una verticale di Gradoni Curtefranca Doc, il rosso cru di Villa Franciacorta, in dieci annate: 1994, 1996, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2005 e 2008. Il nome del vino deriva dai muretti a secco che si trovano alle spalle delle storiche cantine del ‘500, e che sono stati recuperati negli anni ‘70 con il restauro dell’intero borgo. L’ottima esposizione al sole e l’escursione termica giorno-notte garantiscono una lenta maturazione delle uve. Da questo terroir nasce Gradoni, assemblage di Barbera, Nebbiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, il cui affinamento avviene in barrique per 18 mesi e nei successivi 18 mesi in bottiglia.
“Anche grazie a questo territorio di origine marina, Villa Franciacorta è in grado di produrre vini rossi che di anno in anno confermano l’assoluta qualità e il valore indiscusso dei grandi cru.” ha affermato Paolo PizziolI Gradoni rappresentano l’emblema della tradizione, la valorizzazione dell’ambiente, la biodiversità e un’ interessante riscoperta delle potenzialità del territorio”. 

La verticale, rigorosamente alla cieca, ha permesso di scoprire una produzione limitata che può rappresentare un’interessante alternativa sul mercato, con due annate eccezionali, il 2000 e il 2001, che testimoniano la grande potenzialità di questo prodotto. Io sono riuscita ad indovinare 4 annate su 10 e mi hanno premiata con due magnum di Gradoni Curtefranca 2012 e 2013. Una bella soddisfazione!
Il Gradoni è un vino dal profumo intenso che varia dalla frutta rossa matura, confettura, alla liquirizia e spezia dolce, dal gusto è morbido e strutturato. Un rosso che non sfigura nel confronto con vini di aree più blasonate come la Toscana e il Piemonte. E che si è abbinato alla perfezione con lo spiedo bresciano, ormai un’appuntamento fisso che Villa organizza tutti gli anni per scambiarsi gli auguri. Lo storico piatto bresciano proposto seguendo la tradizione e il disciplinare De.co. (Denominazione Comunale), approvato nel 2010, è stato preparato da Emilio Zanola, Maestro dello Spiedo, della Trattoria Castello di Serle (Bs).

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